sommario

EDITORIALE

di Riccardo Cascioli

PRIMO PIANO

La famiglia non è un affare di Stato

Se il Leviatano schiaccia la famiglia
di Tommaso Scandroglio

Lo Stato all’attacco in sette mosse
di Andrea Zambrano

La società medievale prima dello Stato sociale
di Renato Mambretti

Il welfare familiare si fa dal basso
di Stefano Fontana

SANTUARI

Selvaggio, la Lourdes delle Prealpi
di Maria Bigazzi

FILOSOFIA

Faggin, un caso di... coscienza
di Enzo Pennetta e Alberto Strumia

LETTERATURA

La leggenda del santo bevitore
di Stefano Chiappalone

SACERDOZIO

Seminari allo sbaraglio
di Luisella Scrosati

MARIOLOGIA

La Verginità di Maria, preludio alla Corredenzione
di Serafino M. Lanzetta

SPIRITUALITÀ

“Niente di grave”
di Stefano Bimbi

Editoriale

Guerra alla famiglia

di Riccardo Cascioli

Riccardo Cascioli

«La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società»: così afferma l’articolo 16.3 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. E la Costituzione italiana (articolo 29) esprime lo stesso concetto parlando di «famiglia come società naturale fondata sul matrimonio».
Sono passati quasi 80 anni da quando questi documenti furono concepiti e ciò che allora sembrava una realtà ovvia, oggi sembra quasi inconcepibile. Possiamo scommettere infatti che, se facessimo un sondaggio, almeno 9 persone su 10 non sarebbero in grado di dare ragione al fatto che la cellula fondamentale della società sia la famiglia e non l’individuo.

Cosa è accaduto in questi decenni? L’avanzata impetuosa di una ideologia statalista cresciuta di pari passo con una cultura individualista, due forze che hanno pervaso ogni livello della società, Chiesa inclusa.
Non è stato un processo naturale: statalismo e individualismo hanno bisogno l’uno dell’altro e la famiglia è il nemico comune. Alcuni anni fa, in una intervista, lo storico Allan C. Carlson, allora segretario del World Congress of Families, faceva notare che ogni singolo dollaro speso dagli Stati Uniti in programmi di assistenza sociale – dipendenze, delinquenza minorile, ritardi scolastici, madri single, ecc. – dipendeva dalla disgregazione della famiglia. Miliardi di dollari spesi ogni anno. E la situazione non è diversa negli altri Paesi occidentali.

Si potrebbe dunque supporre che davanti a questi dati indiscutibili i governi si affrettino a rafforzare le famiglie, almeno per un interesse economico e anche sociale, visti i problemi che il venir meno del tessuto familiare comporta.
E invece no, accade esattamente il contrario: si piccona la famiglia in ogni modo possibile, dal divorzio sempre più rapido fino all’usurpazione del ruolo educativo, passando dalla demonizzazione dei ruoli familiari.
Non sono errori di governanti incompetenti, diceva Carlson, è invece esattamente quello che si vuole: ovvero creare un sistema verticale in cui il singolo individuo dipenda dallo Stato, che è esattamente quello che accade con l’espansione dell’assistenza sociale. Distruggere la famiglia è perciò essenziale a questo disegno: significa eliminare una società naturale che pone un limite allo Stato e gli può opporre resistenza; e in questo modo si isolano gli individui costretti poi in un modo o nell’altro a dipendere dallo Stato. Si è arrivati al punto che le stesse politiche familiari oggi sono concepite come sussidi che lo Stato elargisce, peraltro in un contesto in cui lo stesso concetto di famiglia è definito dallo Stato e non c’entra più nulla con la famiglia naturale.
Il Primo Piano che proponiamo in questo numero aiuterà meglio a comprendere le dimensioni e implicazioni di quella che è una vera e propria “guerra alla famiglia”; uno strumento importante per capire quale sia il vero orizzonte della battaglia che siamo chiamati a combattere.