sommario
EDITORIALE
di Riccardo Cascioli
PRIMO PIANO
Il "codice" di Dio
La Bibbia si legge con gli "occhiali della fede"
di Giulio Meiattini
Una Lectio davvero divina
di Luisella Scrosati
Sola Scriptura contraddizione sicura
di Trent Horn
Tradurre la Bibbia? È una... Parola!
di Paul Roy
BIBBIA
Anania e Saffira censurati dal Lezionario
di Stefano Bimbi
ANNIVERSARIO
Benedetto XVI, un uomo dal cuore in ascolto
di Michael Hesemann
BIOETICA
Il male minore porta sempre al male maggiore
di Tommaso Scandroglio
DOTTRINA SOCIALE
La carità senza equivoci
di Diego Benedetto Panetta
ARTE SACRA
Capolavori pasquali
di Margherita del Castillo
SANTI
Bernadette, il sorriso del cielo
di Diego Manetti
SPIRITUALITÀ
L'Exsultet, annuncio della Pasqua
di Nicola Bux
Editoriale
Tentazioni bibliche
di Riccardo Cascioli

Nella pagina evangelica delle tentazioni di Gesù che abbiamo meditato nella liturgia della I domenica di Quaresima (Lc 4,1-13), troviamo un dettaglio curioso: per piegare Gesù alla sua volontà il diavolo cita (correttamente) le Scritture. Cioè già nel Vangelo siamo avvertiti chiaramente di un possibile uso perverso, diabolico, della Parola di Dio, tanto più insidioso quanto più la citazione è precisa. Concetto ripreso più recentemente anche dal cardinale Giacomo Biffi il quale, nel commentare il celebre Racconto dell’Anticristo di Vladimir Solov’ëv, osservava che l’Anticristo sarà «anche un esperto esegeta: la sua cultura biblica gli propizierà addirittura una laurea honoris causa a Tubinga».
Quanto possa essere fuorviante il riferimento alla Bibbia lo dimostra la storia del protestantesimo: basandosi sulla “sola Scriptura” è finita con centinaia e centinaia di diverse denominazioni protestanti ciascuna con una propria interpretazione delle Scritture. Ma possiamo trovare esempi anche in casa cattolica, laddove si cerca di piegare la Bibbia alle moderne ideologie: un esempio clamoroso è quello di ribaltare il significato che la Tradizione ha sempre dato all’episodio di Sodoma spostando la condanna di Dio dall’omosessualità (non per niente si parla di peccato di sodomia) al mancato spirito di accoglienza. E ormai la forza della lobby gay all’interno della Chiesa fa sì che siano diversi i testi biblici re-interpretati alla luce dell’ideologia omosessualista. Addirittura abbiamo visto pubblicare recentemente da una nota casa editrice cattolica, specializzata in testi di teologia, un commentario biblico in chiave queer.
È chiaro, dunque, che riferirsi alla Bibbia non può essere sufficiente per comprendere la volontà di Dio, per incontrarLo. Lo dovrebbero tenere bene a mente quei sacerdoti e gruppi di preghiera che usano meditare insieme, basandosi sulla reazione emotiva all’ascolto di un brano biblico. In questo modo però si favorisce una fede basata sul sentimentalismo, che dona magari una consolante pausa spirituale ma non è capace di incidere nella vita personale e nella storia.
Per questo è molto importante il Primo Piano che proponiamo in questo numero della Bussola mensile: comprendere cosa sia esattamente la Bibbia e come vada interpretata è fondamentale per la nostra fede, perché cresca sicura nella certezza della presenza di Cristo. Presenza reale, che vive nella Chiesa, che grazie a questa Presenza reale è l’unica in grado di offrire una interpretazione autentica della Bibbia. Del resto è lo stesso Gesù a spiegare più volte nel Vangelo che tutto va letto alla luce della Sua venuta. Come quando, ad esempio, predicando nella sinagoga si presenta esplicitamente come la realizzazione della profezia di Isaia (Lc 4, 14-21) o quando spiega ai discepoli di Emmaus che è a Lui che si riferiscono le Scritture (Lc 24,27).
Dunque, leggiamo e meditiamo la Bibbia, ma nel modo corretto.